Dinàride trasloca

Un piccolo, complicato, regalo per Pasqua. Sono passato a WordPress.org, cioè a un vero sito. Erano mesi che lo tenevo nel cassetto, ma è venuto il momento di uscire allo scoperto. Finalmente è uscito il primo, vero articolo, su dinaride.it

2017-04-16 17_16_02-Dinaride. – Cose telluriche, luoghi, percorsi

Vi invito a visitarlo. Sto lavorando sul trasferimento del blog o almeno dei follower, ma voi potete portarvi avanti. Per iscriversi basta un clic!

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Un premio, un e-book e…

Grandi novità oggi, grandissime.

La più urgente è un secondo posto in un bel concorso letterario, Il giardino di Babuk – Proust en Italie. Non me l’aspettavo, ma è andata. Incredibilmente meglio del previsto: mi ero infatti  stupito non poco di essere finito tra i finalisti – con un non-racconto, o un quasi-racconto: insomma, un racconto di viaggio, come quelli di Dinàride – .

E a questo premio a cui tenevo particolarmente, fatto da gente seria, che ricorda che i concorsi sono opportunità per la gente che scrive (e che legge) e non macchine per spillare soldi ai partecipanti. E quindi, grazie. Tanto.

La pubblicazione prevede un e-book, gratuito, già online. Eccolo. Non vedo l’ora di scaricarlo e leggere le altre opere classificate, e naturalmente la prima, Daniela Neri, a cui faccio i complimenti.

Questa è cultura e la cultura, dove possibile, è di tutti. Buona lettura.

La bufala del nazionalismo no-global

Ovvero: chi vuole chiudere le frontiere non combatte la globalizzazione

Mi occupo di territorio, di paesaggio e di geografie non solo per passione, ma, di traverso, fortunatamente, per professione. Mi è perciò capitato di leggere qualcosa su determinati argomenti oltre che viverli in prima persona. Mettiamo però in chiaro da subito che non sono uno storico né un politologo. Vi prego perciò di indulgere alle inesattezze terminologiche, ma allo stesso tempo, sono convinto che la sostanza sia giusta, e che sia necessario insistere.

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La città più meridionale del Nordeuropa, spiegata bene.

Breve recensione di Trieste Sottosopra di Mauro Covacich – Laterza (Contromano) 2006.

image_bookTrieste è una città così affascinante che è difficile stabilire dove finisce il merito dello scrittore e inizia quello del luogo. Ma Covacich ne ha scritto esattamente nel modo che cercavo io, cioè riuscendo a mettere da parte (non a eliminare, appoggiare di lato) i cliché dell’alta letteratura e della Mitteleuropa che, come tutti i cliché, si sovrappongono alla città reale senza farla vedere. La “Sissi col piercing” non è infatti inchiodata al suo stereotipo, ma vive nel nostro secolo, con tutte le sue contraddizioni. Per questo “Trieste sottosopra” è, oltre che una lettura stimolante, una guida efficace da avere con sé, per ricercare caffè, stabilimenti balneari, parole in dialetto, immaginarsi come deve essere passarci un po’ di tempo e non vederla di sfuggita. Ho particolarmente amato le infinite declinazioni del caffè, lo struggente capitolo sulla Risiera di San Sabba – “la più bella opera d’arte della città” – e l’insistere sulla multietnicità irriducibile di Trieste, in barba a quello che vorrebbero certi nazionalismi. Bravo Covacich, credo che lo leggerò ancora.

Dove finisce Roma

Alla Fiumara do’ ce sta er baretto
Fra le reti e le barche abbandonate
E ‘r cielo griggio a facce su da tetto.”

E. De Angelis

In inverno è perfettamente evidente che Roma è una piovra che si dirama sulle sue consolari, e i due tentacoli seguono i bracci del Tevere per farsi schiaffeggiare dal mare che infuria sui frangiflutti. La risacca trascina via la sabbia vulcanica animando di vita insperata le buste di plastica e i galleggianti, mentre il vento fa lo stesso con le erbacce, muggisce sui frigoriferi abbandonati, sulle fermate dell’autobus corrose dalla salsedine. Continua a leggere