Istruzioni per passeggiare.

1) Inizia da un luogo improbabile. Se la tua città offre più possibilità di parcheggio rispetto a Bolzano, scegli un’opzione relativamente lontana. Se arrivi in autostop: è perfetto, passa alla regola numero due. Lascia in tasca la mappa.

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2) Ogni città è fatta a calzoni. A ogni bivio, devi scegliere in quale gamba buttarti. Normalmente, meglio la strada più piccola (se ti sembra abbastanza sicura). È importante ricordare che ogni calzone ha due gambe. C’è sempre una strada che non hai percorso. Nel dubbio tra le due gambe, comunque, vai sempre a sinistra.

3) Se una casa ti attira, chiediti chi ci abita, e chi ci abitava prima di lui. Dove lo comprano il giornale, le sigarette? Puoi generalizzare ancora: chi ha costruito tutto questo? E’ questo quello che avrebbe voluto? Non è importante se la risposta è sbagliata.

4) Ascolta i rumori. La vista la puoi scegliere, puoi ricamare su un’inquadratura, nascondere il brutto, cercare la forma che ti somiglia, ma il suono non è farina del tuo sacco: il cacofonico è dietro l’angolo sempre pronto a rovinarti la registrazione.

5) immagina la carta geografica: a nord ci può essere l’Austria, a est Tbilisi e a Sud il quartiere Nomentano di Roma. Puoi immaginare i fiumi che spolpano le valli e trasportano i sedimenti, e il mare in cui tutti i paesi intingono i piedi. Questi dettagli svaniscono nell’immediata vicinanza della città dove sei. C’è un’unica nuvola vaga dai contorni dissolti, piena di pantaloni. Sei perso!

6) Domandati di chi sparlano le vecchiette (vestite di nero, sedute sui gradini del portone nei paesi del sud, a spasso con il girello elettrico in quelli del nord).

7) Al bar, cerca di attaccare bottone.

8) Di cosa sa l’odore dei bar e delle friggitorie?

9-99) Lo spazio dell’imprevisto, delle telefonate che trasformano momentaneamente i rapporti spaziali all’interno della tua strada, inserendoci persone lontane chilometri. Delle cose che indicano le persone con cui stai parlando.

100). Prova a tornare dalla stessa strada. Anche se non ti sei perso, la città si è già trasformata.

(Prosegue da questo resoconto, se non l’avete letto). Ad ogni modo, il giro a Bolzano è proseguito in situazioni del tutto simili alla precedente, ma trasferito in una zona più signorile, romantica e vecchia. Minuscole strade ed edera al posto dei graffiti, barriere, case sull’albero per ragazzi e casette per gli uccelli appesi ai rami degli ippocastani. Biciclette, cani, vecchiette, e barriere costruite per nascondersi e non per nascondere: intorno al centro, una città vaga, ombrosa e ramificata.

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