Turista sarai tu

E se mandassimo in soffitta la parola turismo?

La prima volta che lessi In Patagonia di Bruce Chatwin rimasi deluso dalla sua aplomb britannica, e addirittura lo abbandonai dopo il paragrafo in cui definisce Che Guevara una persona sgradevole. Avevo quindici anni sì e no, e per me tutto era bianco o nero. Di sicuro non capivo l’ironia. Ma il mito del viaggio ce l’avevo già: quel biglietto, “Gone to Patagonia for six months” con cui si congedava dalla sua tranquilla esistenza borghese, sognavo di farlo trovare un bel giorno sul banco di scuola vuoto.

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Quei testimoni imbarazzanti di viaggi e vacanze

Il fallo del David di Michelangelo disegnato sui boxer sarà un po’ sconveniente, ma le sue proporzioni sono perfette – per tenerlo fermo sullo scaffale, niente di meglio di un fermacarte a forma di Tour Eiffel. 96ff5acb0822f95390ae96e8dbc5b8e2Più difficile trovare una collocazione alla gondola chiusa in un’ampolla, investita da una bufera di brillantini; si potrà forse riciclarla come regalo. Continua a leggere

La specie dei viaggiatori. Parole di Robert Byron

 Robert Byron, futuro autore della Via per l’Oxiana, libro cult di generazioni di viaggiatori e scrittori, e tra questi il più famoso di tutti, Bruce Chatwin. ha scritto anche altro. “Prima la Russia, poi il Tibet” è un libro disordinato e indeciso, che non sono neanche riuscito a finire.united_kingdom_passport_robert_byron_1923 Ma le pagine della prefazione, a ottant’anni da quando sono state scritte, suonano più attuali che mai, tanto che sono tentato di farne una specie di mia costituzione personale. In difesa del punto  di vista del viaggiatore, dei ribelli contro lo specialismo, contro i settori, contro confini e compartimenti stagni.   Continua a leggere